Che il social marketing sia un pilastro fondamentale per le aziende nel nuovo millennio è un sapere ormai consolidato: costruire un’immagine credibile e fortemente comunicativa del proprio brand sulle diverse piattaforme social è fondamentale per migliorare la brand awareness e l’engagement con il proprio target. Proprio in tema di targetizzazione, le aziende hanno anche imparato a riconoscere a quale social corrisponde una determinata fascia di età degli utenti e in che modo sfruttarne al meglio le potenzialità per promuovere il brand e spostare il traffico dal social al sito aziendale.

Oggi Instagram è tra i social media più usati, con oltre 500 milioni di stories postate al giorno e un bacino di utenza che abbraccia soprattutto i Millennials e i giovani della Generazione Z. Ma a proposito di Generazione Z, c’è da evidenziare che i nati tra la seconda metà degli anni ‘90 e la fine del 2000 non hanno tra i social media preferiti solo Instagram, ma essendo maggiormente confidenti con i nuovi canali di comunicazione hanno profili su un social e l’altro. È il caso di Snapchat, il social che ha cavalcato l’onda tra il 2016 e il 2018 ma che ancora oggi è utilizzato dai giovanissimi. Se il target a cui si rivolge una determinata azienda è composto da giovani tra i 14 e i 24 anni, probabilmente sarà interessante scoprire come fare social marketing su Snapchat.

Stories, lenses: lo storytelling su Snapchat

L’icona del fantasmino nel logo di Snapchat parla da sé, attraverso la sua stessa immagine: allude, infatti, alla peculiarità del social di permettere la condivisione di messaggi di testo, foto e video di breve durata. Questi, infatti, possono essere visualizzati dall’utente fino a due volte prima di scomparire, così come la durata di un video è stabilita a un massimo di 10 secondi. Tuttavia, se salvati nella sezione Stories, i contenuti avranno una vita sul social di 24 ore. Snapchat è infatti un social media più unconventional, dove l’interazione tra utenti è più informale che mai e mirata a simulare l’immediatezza e la freschezza della comunicazione della Generazione Z, con l’utilizzo di filtri e lenses che ne amplificano la creatività. Ma cosa sono le lenses e come funzionano i filtri su Snapchat?

Sappiamo come la creatività sia fondamentale per creare contenuti originali e aumentare la shareability delle stories, tanto più quando si tratta di promuovere un brand e rendere chiaro e immediato il suo business core agli utenti con cui si confronta. Su Snapchat, oltre ai filtri delle stories realizzabili dall’utente e personalizzabili, esistono le lenses: si tratta di filtri applicabili al volto della persona inquadrata nei selfies, e non allo sfondo – come lo switch tra le facce di due amici, per intenderci.

Lo storytelling su Snapchat si avvale anche di filtri unici, come i geofilters: questi vengono attribuiti ad una specifica location e si rivelano efficaci nella promozione di eventi, risultando condivisibili e utilizzabili una volta che al contenuto viene assegnato uno specifico geo-tag.

Inoltre, un altro strumento che si rivela efficace per il business è Snapcash: si tratta di una funzione che permette di trasferire denaro tramite la chat di Snapchat.

Come creare e aggiungere filtri su Snapchat: la unit STAR

Per le aziende che vogliono essere in costante aggiornamento sui trend e i nuovi modi di raccontarsi attraverso il social marketing, Johannes ha pensato ad una nuova unit: si tratta di STAR, acronimo di “Stunning Augmented Reality”. Con STAR creare filtri, anche tridimensionali, disponibili per l’uso su Snapchat è un gioco da ragazzi! Non solo supporto nello sviluppo della grafica del filtro, ma anche incremento della brand popularity grazie all’opzione di condivisione del filtro con gli altri utenti. 

Con STAR si possono creare filtri basici, ma anche filtri dinamici che interagiscono con l’utente grazie al facial tracking e ancora modelli 3D animati. Inoltre, permette all’azienda di consultare report settimanali e mensili su insights specifici, come visualizzazioni, scatti e condivisioni del filtro.